1. Home
  2. / Blog
  3. / Spedire materiali per un evento in America Latina: dogana, carnet e tempi

Blog

Spedire materiali per un evento in America Latina: dogana, carnet e tempi

Di Franco Ridao · Cofondatore e Direttore Operativo

Per spedire materiali destinati a un evento in America Latina servono tre cose decise prima della partenza: il regime doganale corretto (di norma l’importazione temporanea per ciò che torna indietro e quella definitiva per ciò che resta), la documentazione completa con valori e descrizioni coerenti, e un margine di tempo che assorba un fermo in dogana. La regola pratica che riduce di più il rischio è spedire solo ciò che non si può produrre o noleggiare sul posto.

Prima domanda: questo materiale deve davvero partire?

La maggior parte dei problemi doganali si evita riducendo il volume spedito. Prima di preparare una lista di carico, conviene dividere il materiale in tre gruppi.

Quello che torna indietro: attrezzatura tecnica, strumenti di dimostrazione, prodotto esposto ma non consegnato, elementi di scenografia riutilizzabili. Questo gruppo viaggia in importazione temporanea.

Quello che resta nel paese: campioni da consegnare, gadget, materiale stampato, premi. Questo gruppo entra in importazione definitiva e paga dazi e imposte, quindi va valutato se convenga produrlo in loco.

Quello che non deve partire: strutture, arredi, schermi, audio, luci, moquette, grafica di grande formato. Sono elementi disponibili in qualunque piazza con un mercato di eventi, e spedirli costa quasi sempre più che rifarli.

I due regimi, a confronto

Importazione temporaneaImportazione definitiva
A cosa serveMerce che deve uscire dal paeseMerce che resta o viene consegnata
Dazi e imposteSospesi, con garanzia o depositoDovuti al momento dello svincolo
Vincolo principaleRiesportare entro il termine e nello stesso statoNessuno, una volta pagato
Rischio tipicoPerdere la garanzia se la merce non esceCosto finale molto più alto del previsto
Documento chiaveCarnet o pratica temporanea localeFattura commerciale e classificazione corretta

Il carnet ATA semplifica molto la procedura dove è accettato, perché sostituisce le pratiche nazionali con un unico documento. In America Latina la sua accettazione non è uniforme e in alcuni casi riguarda solo certe categorie merceologiche, quindi non va dato per scontato: si verifica sul paese di destinazione prima di impostare la spedizione. Dove non è utilizzabile, si apre una pratica di importazione temporanea locale, che di norma richiede una garanzia proporzionale al valore dichiarato.

La documentazione, il punto in cui si perde tempo

Le dogane latinoamericane sono formali. Un documento incompleto o incoerente non genera una telefonata di chiarimento: genera un fermo.

Gli elementi che devono essere impeccabili sono sempre gli stessi. La fattura commerciale o proforma, con descrizione precisa di ogni articolo e valore realistico. La lista di carico dettagliata, collo per collo, con pesi e misure. La classificazione doganale della merce, coerente tra i documenti. I dati dell’importatore e del destinatario finale. Le eventuali certificazioni tecniche o di sicurezza richieste per apparecchiature elettriche.

Due errori ricorrenti meritano attenzione. Il primo è dichiarare valori simbolici per pagare meno: la dogana può rivalutare la merce d’ufficio, e il fermo che ne segue costa molto più del risparmio. Il secondo è la descrizione generica, del tipo “materiale promozionale”, che obbliga a un’ispezione fisica e allunga i tempi in modo imprevedibile.

I tempi reali

Il trasporto marittimo dall’Italia verso i principali porti latinoamericani si misura in settimane di navigazione, a cui vanno aggiunti il transito interno fino alla città dell’evento e lo sdoganamento. Il trasporto aereo riduce il viaggio a pochi giorni, ma non riduce necessariamente lo svincolo, che dipende dalla dogana e non dal vettore.

Il calendario prudente prevede che il materiale sia fisicamente disponibile nel magazzino di destinazione almeno una settimana prima dell’inizio del montaggio. Quel margine non è pessimismo: è ciò che permette di reagire se manca un documento, se la merce viene selezionata per un controllo fisico o se il trasporto interno slitta.

Se l’evento è una fiera, va coordinato anche con la finestra di montaggio del quartiere, che è rigida e non si adatta ai ritardi della spedizione. Il tema è trattato nell’articolo sulla logistica di montaggio e smontaggio negli eventi internazionali.

Il piano B non è opzionale

Nessuna produzione seria parte dando per certo che la merce arrivi in tempo. Il piano alternativo si costruisce insieme alla spedizione e risponde a una domanda sola: se questo container non c’è, l’evento apre lo stesso?

Le contromisure che funzionano sono tre. Dividere la spedizione, in modo che un fermo non blocchi tutto. Identificare in anticipo un fornitore locale in grado di riprodurre gli elementi critici in pochi giorni. Portare a mano, nel bagaglio della squadra che viaggia, quello che è piccolo, indispensabile e insostituibile: chiavi di licenza, adattatori, campioni chiave, supporti dati.

Imballaggio e tracciabilità

L’imballaggio non serve solo a proteggere: serve a far passare la merce e a ritrovarla. Un carico ben preparato riduce i tempi di controllo perché rende immediato il confronto tra quello che è scritto e quello che c’è dentro.

Alcune regole che ripaghiamo sempre:

Chi riceve la merce a destinazione deve avere la stessa lista, in modo da verificare al momento dello scarico e non il giorno del montaggio.

Chi figura come importatore

È la questione contrattuale più importante e la più trascurata. Qualcuno deve avere personalità giuridica nel paese di destinazione per figurare come importatore, firmare la pratica, prestare la garanzia e rispondere davanti alla dogana. Nella pratica questo ruolo lo assume il produttore locale o uno spedizioniere incaricato.

Va messo per iscritto chi è l’importatore, chi paga eventuali oneri imprevisti, entro quale termine la merce deve essere riesportata e chi si occupa materialmente del ritorno. La riesportazione è la parte che tutti dimenticano: se la merce entrata in temporanea non esce entro il termine, la garanzia viene escussa e si apre un contenzioso che si trascina per mesi.

Cosa cambia da un paese all’altro

Non esiste una procedura latinoamericana unica. Cambiano i termini di permanenza in temporanea, l’importo delle garanzie, le categorie coperte, i tempi medi di svincolo e persino il livello di digitalizzazione delle pratiche. Il piano logistico si costruisce sul paese specifico e, quando l’evento tocca più mercati, su ciascuna tappa. Le differenze principali sono raccolte nella guida su cosa cambia da un paese all’altro in America Latina.

Come possiamo aiutarvi

Coordiniamo la logistica dei materiali per eventi e fiere in America Latina: definizione di cosa spedire e cosa produrre in loco, gestione della pratica doganale con spedizionieri locali, magazzino, trasporto interno, montaggio e riesportazione.

Se avete una spedizione da impostare, guardate i nostri servizi di produzione oppure scriveteci con la lista del materiale e le date: vi diciamo cosa conviene far viaggiare e cosa no.

Domande frequenti

Avete domande? Abbiamo le risposte.

Che cos'è l'importazione temporanea per un evento?

È il regime doganale che consente di far entrare in un paese merce destinata a essere riesportata entro un termine stabilito, sospendendo dazi e imposte. Si applica tipicamente ad attrezzature tecniche, allestimenti, strumenti di dimostrazione e materiale espositivo. La condizione è che la merce esca dal paese nelle stesse condizioni in cui è entrata, quindi non copre ciò che viene consumato, regalato o venduto.

Il carnet ATA è valido in America Latina?

Il carnet ATA è un documento doganale internazionale che semplifica l'importazione temporanea, ma non è accettato in tutti i paesi latinoamericani e in alcuni copre solo certe categorie di merce. Va verificato paese per paese e categoria per categoria prima di impostare la spedizione. Dove non è utilizzabile si ricorre alla procedura di importazione temporanea locale, con garanzia o deposito cauzionale.

Quanto tempo prima bisogna spedire il materiale?

Per il trasporto marittimo dall'Italia verso i principali porti latinoamericani conviene ragionare in mesi e non in settimane, aggiungendo un margine per lo sdoganamento. Per il trasporto aereo servono comunque diversi giorni tra volo, arrivo e svincolo. La regola prudente è che il materiale sia disponibile in loco almeno una settimana prima del montaggio.

Cosa conviene non spedire mai?

Tutto ciò che si può noleggiare o produrre sul posto: strutture, arredi, schermi, audio, luci, stampe e grafica di grande formato. Spedire questi elementi costa più che rifarli e aggiunge un rischio di fermo doganale che non porta alcun vantaggio. Vale la pena spedire solo prodotto, campioni tecnici ed elementi di marca irripetibili.

Chi risponde se la merce resta bloccata in dogana?

Dipende da come è stato impostato il contratto di trasporto e da chi figura come importatore. Per questo il ruolo di importatore, il termine di consegna e le responsabilità vanno definiti per iscritto prima della partenza, insieme a un piano alternativo che permetta di aprire l'evento anche senza quel materiale.

Avete un evento? Parliamone.

Raccontateci di cosa avete bisogno e prepariamo una proposta. Rispondiamo in fretta.