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Pacchetti di sponsorizzazione per eventi: come strutturarli e prezzarli

Di Ludmila Cott · Cofondatrice e Produttrice

Un pacchetto di sponsorizzazione efficace si costruisce a partire da quello che lo sponsor porta a casa, non da quello che l’evento può concedere. Tre livelli, benefit misurabili (contatti qualificati, interazione diretta, contenuti riutilizzabili), esclusive delimitate per iscritto e un prezzo giustificato dal pubblico raggiunto. I pacchetti basati solo sulla visibilità del logo si vendono una volta e non si rinnovano.

Il cambio di prospettiva che rende vendibile un pacchetto

La maggior parte dei dossier di sponsorizzazione elenca spazi: logo sul palco, banner all’ingresso, menzione in apertura, pagina sul catalogo. Sono cose che l’evento possiede, non risultati che lo sponsor ottiene.

Un responsabile marketing che valuta la proposta deve giustificare quella spesa dentro il proprio piano annuale, contro alternative che generano numeri: campagne digitali, fiere, contenuti. Se il vostro pacchetto non produce dati confrontabili con quelle alternative, parte svantaggiato a prescindere dal prezzo.

La domanda da cui costruire tutto: cosa può misurare lo sponsor il lunedì dopo l’evento.

I benefit ordinati per valore reale

  1. Contatti qualificati con consenso. Il beneficio più difendibile internamente. Richiede però un impianto tecnico: raccolta al momento, profilazione, base giuridica corretta per la condivisione con lo sponsor. Va progettato prima, insieme al sistema di registrazione, non improvvisato con moduli cartacei. Il tema è trattato in dati e privacy dei partecipanti a un evento.
  2. Interazione diretta. Uno spazio dove il pubblico prova, assaggia, parla con qualcuno. Genera ricordo e conversazione in un modo che nessun banner replica.
  3. Contenuti riutilizzabili. Video, fotografie, interviste, materiale che lo sponsor usa nei dodici mesi successivi. Spesso è il benefit con la vita più lunga e quello che più facilmente fa rinnovare il contratto.
  4. Accesso privilegiato. Posti riservati, incontri con relatori, area hospitality, tavoli di lavoro con clienti target. Vale molto nei contesti B2B.
  5. Visibilità di marca. Necessaria, ma da sola non basta a giustificare un investimento importante.

Struttura a tre livelli

ElementoIngressoIntermedioPrincipale
Esclusiva di settoreNoNoSì, delimitata
Presenza fisicaMateriale in area comuneSpazio o corner dedicatoSpazio in posizione di flusso
Contatti condivisiNessunoContatti raccolti allo spazioContatti raccolti e segmento profilato
ContenutiMenzione nei materialiFotografie dell’attivazioneVideo dedicato e interviste
Presenza sul programmaLogoSessione breve o demoIntervento in plenaria
Report post-eventoSintesi generaleDati dell’attivazioneReport completo con affluenze e interazioni
Quota indicativa del budget totale2% a 5%8% a 15%20% a 35%

Le percentuali sono un riferimento di partenza, non un listino: cambiano molto per settore, dimensione del pubblico e capacità di attrazione dell’evento.

Come arrivare al prezzo

Tre riferimenti da incrociare, mai uno solo.

Il costo per contatto alternativo. Se lo sponsor paga 60 euro per un contatto qualificato in campagna digitale e il vostro pacchetto intermedio ne consegna 250, avete un riferimento di valore di 15.000 euro. Non è il prezzo, ma è il pavimento della conversazione.

La copertura del budget. Definite quale quota del costo totale dell’evento deve essere coperta dalle sponsorizzazioni e distribuitela sui livelli previsti, con un’ipotesi realistica di quanti pacchetti venderete davvero. Vendere il 60% dei pacchetti previsti è uno scenario normale, non pessimista.

Il mercato comparabile. Cosa costano sponsorizzazioni di eventi con pubblico simile per numero e profilo. Attenzione a confrontare il profilo, non solo la dimensione: 400 direttori acquisti valgono più di 4.000 visitatori generici per quasi ogni sponsor B2B.

Le esclusive: preziose e pericolose

L’esclusiva di settore è uno dei pochi benefit per cui si paga un premio consistente. Va però scritta con precisione chirurgica. Tre domande a cui il contratto deve rispondere:

Un’esclusiva mal definita genera un conflitto tra sponsor durante l’evento, ed è una delle poche crisi che non si risolvono operativamente sul posto.

Errori che bruciano il rinnovo

Come si presenta il dossier a un potenziale sponsor

Il dossier non è il pacchetto: è il documento che lo rende credibile. Le sezioni che servono davvero, nell’ordine in cui vengono lette:

Un dossier di sei pagine costruito così converte più di una presentazione di quaranta slide, perché risponde alle domande nell’ordine in cui vengono poste in riunione di budget.

Il report post-evento è parte del pacchetto

Consegnate, entro dieci giorni, un documento con: partecipanti reali e profilo, affluenza registrata all’attivazione dello sponsor, interazioni misurate, contatti raccolti, materiale fotografico e video, menzioni ottenute. Serve a due cose: dimostrare il valore erogato e preparare la trattativa dell’anno dopo su base fattuale.

Questi dati non si ricostruiscono a posteriori. Escono dal sistema di accessi e dal presidio operativo, se sono stati progettati per produrli. È una delle ragioni per cui il piano sponsor e il piano di produzione vanno costruiti insieme fin dall’inizio, cosa che abbiamo affinato su produzioni con oltre 150.000 partecipanti accreditati.

Per la parte di ricerca e approccio agli sponsor, il percorso completo è in come trovare sponsor per un evento.

Se volete strutturare i pacchetti e progettare le attivazioni insieme al piano di produzione, contattateci o date un’occhiata ai nostri servizi.

Domande frequenti

Avete domande? Abbiamo le risposte.

Quanti livelli deve avere un pacchetto di sponsorizzazione?

Tre livelli funzionano meglio di cinque: uno principale in esclusiva, uno intermedio con visibilità qualificata e uno di ingresso a basso impegno. Oltre i tre livelli le differenze diventano difficili da spiegare e gli sponsor tendono a scegliere il più economico perché non percepiscono il valore incrementale.

Come si stabilisce il prezzo di una sponsorizzazione?

Si parte da tre riferimenti incrociati: il costo per contatto qualificato che lo sponsor pagherebbe su altri canali, la quota di budget dell'evento che il pacchetto deve coprire e i prezzi di eventi comparabili per pubblico e settore. Il prezzo finale si giustifica con il pubblico raggiunto, non con la superficie di logo concessa.

Cosa vogliono davvero gli sponsor da un evento?

Accesso qualificato al pubblico e dati misurabili. Nell'ordine: contatti profilati con consenso, interazione diretta con i partecipanti, contenuti riutilizzabili dopo l'evento e infine visibilità di marca. I pacchetti costruiti solo su loghi e materiali stampati sono i più difficili da rinnovare l'anno successivo.

Conviene concedere l'esclusiva di settore a uno sponsor?

Sì, ma va prezzata a parte e delimitata per iscritto. L'esclusiva di settore è uno dei pochi benefit per cui gli sponsor pagano un premio consistente, però va definita con precisione (quale categoria merceologica, in quali spazi, per quale periodo) per evitare conflitti con altri sponsor durante l'evento.

Quando bisogna iniziare a cercare sponsor?

Da 6 a 9 mesi prima per un evento di media dimensione, e fino a 12 mesi per eventi grandi o con sponsor corporate. I budget di sponsorizzazione si chiudono con largo anticipo: chi arriva a tre mesi dall'evento trova quasi sempre budget già allocati, indipendentemente dalla qualità della proposta.

Avete un evento? Parliamone.

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