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Dati e privacy dei partecipanti: che fine fanno le informazioni raccolte a un evento

Di Franco Ridao · Cofondatore e Direttore Operativo

Quando un partecipante inserisce il proprio nome, il documento o la foto per entrare a un evento, sta affidando quei dati a qualcuno. A cosa servono? Chi li ha? Vengono cancellati? La risposta breve: in un controllo accessi fatto bene i dati si chiedono con consenso, si usano solo per validare l’ingresso e restano sotto il controllo dell’organizzatore. Niente di più.

In SOMOS DER trattiamo i dati dei partecipanti per quello che sono: informazioni sensibili da custodire. Qui spieghiamo come, e cosa chiede la normativa.


Quali dati si chiedono (e perché solo i minimi)

Un buon controllo accessi chiede solo quello che gli serve per validare l’ingresso:

Se l’evento usa il riconoscimento facciale, si aggiunge una foto acquisita in fase di pre-registrazione. Il principio è sempre lo stesso: minimizzazione. Meno dati chiedi, meno dati devi proteggere.

A cosa servono: finalità unica

I dati servono a una cosa sola: generare il QR (o il profilo facciale) e validare l’accesso all’evento. Non alimentano campagne di marketing, non si vendono, non si cedono a terzi senza consenso.

Questo è il punto centrale: l’organizzatore è il titolare del database. L’operatore degli accessi lo gestisce tecnicamente, solo per quella finalità, e lo consegna al cliente. La lista resta sotto il tuo controllo in ogni momento.

Cosa dicono le norme sulla protezione dei dati

Il nome della norma cambia da paese a paese (GDPR in Italia e in tutta l’Unione europea, legge federale in Svizzera, leggi nazionali nei mercati latinoamericani), ma il nucleo è ovunque lo stesso:

Questa nota è informativa e non sostituisce una consulenza legale. Per eventi con requisiti di privacy elevati conviene far rivedere il trattamento a uno specialista del tuo paese.

Raccogliere dati per accreditare un evento è perfettamente legittimo se questi principi vengono rispettati. Il problema non è mai chiedere dati: è chiederli senza cura.

Come lo gestiamo nella pratica

Tre regole semplici:

  1. Ambiente sicuro. La pre-registrazione e il database girano su un ambiente controllato, non su fogli di calcolo che circolano via e-mail.
  2. Decide il cliente. Il database è dell’organizzatore. Se la tua azienda ha una politica di conservazione o di cancellazione, la inseriamo nella configurazione.
  3. Nessun uso parallelo. I dati non si riutilizzano per niente che non sia l’evento.

Per i clienti corporate con requisiti specifici, come i brand che gestiscono i dati dei propri clienti, adattiamo il trattamento alle loro regole. Fa parte del servizio, non è un extra. Alla FILGUA, in Guatemala, abbiamo accreditato più di 90.000 persone: un database di quelle dimensioni si tiene in piedi solo con regole chiare dal primo giorno.


La privacy non è un dettaglio legale: è parte della fiducia che il partecipante ripone nell’evento. La custodiamo come custodiamo la porta. Scopri il servizio di controllo accessi e accrediti.

Domande frequenti

Avete domande? Abbiamo le risposte.

Quali dati si chiedono a un controllo accessi?

Il minimo necessario per validare l'ingresso: di solito nome, cognome, e-mail e documento, più i campi che decide l'organizzatore (azienda, telefono, ecc.). Se l'evento usa il riconoscimento facciale, si aggiunge una foto. Il criterio è chiedere solo ciò che l'accesso richiede davvero.

A cosa servono i dati dei partecipanti?

Unicamente a generare e validare l'accesso all'evento. Non vengono riutilizzati per altro né ceduti a terzi senza consenso. L'organizzatore controlla il database in ogni momento; l'operatore degli accessi lo gestisce tecnicamente solo per quella finalità.

Cosa dicono le norme sulla protezione dei dati negli eventi?

Il GDPR in Italia e nel resto dell'Unione europea, la legge federale svizzera e le norme equivalenti negli altri mercati chiedono la stessa cosa: dati raccolti con consenso, per una finalità determinata, con sicurezza e riservatezza garantite. L'interessato può accedere ai propri dati, rettificarli e chiederne la cancellazione. Raccogliere dati per accreditare un evento è legittimo se questi principi vengono rispettati.

Che fine fanno i dati dopo l'evento?

Si conservano solo per il tempo necessario alle finalità dell'evento (validazione, report, assistenza) e si trattano secondo quanto stabilisce il cliente, che è il titolare del database. Se la tua organizzazione ha una politica di conservazione o di cancellazione specifica, entra nella configurazione.

Avete un evento? Parliamone.

Raccontateci di cosa avete bisogno e prepariamo una proposta. Rispondiamo in fretta.