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Interpretazione simultanea in un congresso: quanti interpreti, cabine e ricevitori servono

Di Tomás Aguirre · Redazione SOMOS DER

Un congresso con interpretazione simultanea richiede una cabina per ogni lingua verso cui si interpreta, almeno due interpreti per cabina e un ricevitore con cuffie per ogni partecipante che non segue la lingua del relatore. È la regola generale delle norme professionali dell’AIIC, l’associazione internazionale degli interpreti di conferenza: due per lingua e per cabina, tre se una cabina bidirezionale fa anche da relais, e una giornata che non supera due sessioni da due ore e mezza a tre ore. Le cabine mobili seguono la norma ISO 17651-2:2024. Con questi quattro numeri si chiudono budget, pianta della sala e programma; quello che non ci sta si risolve aggiungendo persone, non chiedendo di più alla stessa squadra. Per un’associazione, un’agenzia o un marchio che porta il proprio congresso in Argentina o in un altro paese dell’America Latina, sono anche la lista da consegnare al partner locale.

Quante cabine: una per lingua di arrivo

Si contano le lingue di arrivo, non le lingue parlate sul palco. Secondo l’AIIC, il numero di cabine è uguale al numero di lingue verso cui si interpreta, con un’eccezione: in un congresso in due lingue può bastare una sola cabina, perché gli interpreti lavorano in entrambe le direzioni.

Un esempio per impostare il calcolo. Un congresso a Buenos Aires con interventi in spagnolo e in inglese, e una delegazione italiana che deve seguire in italiano:

  1. Cabina inglese, bidirezionale: porta lo spagnolo in inglese e, quando un relatore parla in inglese, l’inglese in spagnolo.
  2. Cabina italiana: interpreta verso l’italiano. Quando il relatore parla una lingua da cui quella cabina non lavora, prende il relais dalla cabina inglese.
  3. Risultato: due cabine e tre canali audio (spagnolo, inglese e italiano), più l’audio di sala.

Ogni lingua in più significa una cabina in più, più interpreti e un canale in più nel sistema. Per questo le lingue vanno decise con l’elenco degli iscritti alla mano, e non per scrupolo.

Quanti interpreti: due per cabina, come minimo

L’AIIC è netta: come regola generale, un interprete non lavora da solo in una cabina di simultanea. La squadra minima è di due per lingua e per cabina, che si alternano. La guida per organizzatori di AIIC Grecia e Cipro lo traduce in un esempio: un evento in quattro lingue richiede otto interpreti, due per lingua, con turni di 30 minuti.

Il numero sale in due casi:

Le norme ammettono di ridurre il numero in casi eccezionali, purché qualità e salute degli interpreti siano tutelate. È un’eccezione concordata con la squadra, non un risparmio deciso su un foglio di calcolo.

La giornata: quanto lavora una squadra e come si costruisce il programma

Secondo l’AIIC, la giornata di una squadra non supera due sessioni da due ore e mezza a tre ore ciascuna. In pratica, questo dà forma al programma del congresso:

L’altro punto è la preparazione. AIIC Grecia e Cipro chiede di inviare agli interpreti relazioni, presentazioni e materiale di riferimento nelle lingue del congresso il prima possibile, di nominare un solo referente per la squadra e di tenere informato il capo équipe su ogni cambio di programma. Un interprete che riceve la presentazione la sera prima interpreta peggio, e non per mancanza di mestiere.

Attrezzatura e sala: cosa va risolto prima della prima prova

L’interpretazione simultanea è, in buona parte, una questione di audio. L’elenco di AIIC Grecia e Cipro per la sala è concreto:

  1. Cabine insonorizzate, una per lingua di arrivo, con ventilazione silenziosa e vista diretta sui relatori e sulla sala. Le cabine mobili seguono la ISO 17651-2:2024, che ha sostituito la ISO 4043:2016 e riguarda progettazione, uso e collocazione di queste cabine in sala.
  2. Console per interpreti, mixer e sistema di trasmissione verso i ricevitori.
  3. Ricevitori wireless e cuffie per i partecipanti, e microfoni per chiunque parli, anche dalla platea.
  4. Una prova di tutta l’attrezzatura prima dell’apertura del congresso, fatta insieme dal capo équipe degli interpreti e dal tecnico audio.

Il punto 3 è quello più sottovalutato. Se un delegato fa una domanda dalla platea senza microfono, la cabina non la sente e la domanda non esiste per chi segue in un’altra lingua. Al V Congresso mondiale dell’Asturianità, a Buenos Aires, che si è chiuso con un’assemblea che ha votato le conclusioni, il sistema congressuale ha unito microfoni a collo d’oca al tavolo dei relatori e microfoni wireless per la sala proprio per questo: ogni delegato che chiede la parola deve essere sentito.

Se il congresso viene anche trasmesso in streaming, serve un canale per lingua o almeno la decisione su quale lingua va in onda. Cosa cambia tra la sala e la diretta è spiegato in eventi ibridi: come organizzarli.

Interpreti da remoto o traduzione automatica?

Oggi le strade sono tre: interpreti in sala, interpreti che lavorano a distanza da un hub o da casa, e traduzione automatica. La guida di AIIC Grecia e Cipro chiede, se gli interpreti lavoreranno a distanza, di avvisarli fin dall’inizio, perché tecnicamente è più complesso.

Sulla traduzione automatica, un segnale chiaro arriva dagli stessi interpreti istituzionali. La conferenza Interpreting Europe 2026 della Direzione generale dell’Interpretazione della Commissione europea, in programma il 26 e 27 novembre a Bruxelles con il tema “Voci umane, tecnologie intelligenti”, mostrerà sottotitoli e traduzione automatica in tutte le lingue ufficiali dell’UE. In altre parole: la macchina entra come complemento visibile, e il dibattito è su come convive con la voce umana, non su come la sostituisce.

Per un congresso, la regola pratica è questa: plenarie, trattative e assemblee che votano con gli interpreti; sottotitoli o traduzione automatica come supporto sugli schermi o nelle sessioni meno delicate, sempre provati prima con i relatori e la terminologia reali.

Come si organizza dall’estero con un partner locale in America Latina

Un’associazione, un’agenzia o un marchio europeo o nordamericano che porta il proprio congresso a Buenos Aires o in un’altra città della regione porta con sé il programma, i relatori e le lingue. Il resto si risolve sul posto: una sala che accoglie le cabine con vista diretta, il sistema congressuale, i ricevitori, la prova congiunta con il capo équipe degli interpreti e il coordinamento dei cambi di programma in diretta. Che la squadra di interpreti arrivi dall’estero o venga ingaggiata sul posto, è il partner locale a preparare la sala perché possa lavorare.

Il resto del percorso è in come organizzare un congresso. La parte tecnica, con audio, schermi e streaming, fa parte della nostra copertura audiovisiva. E se sei un’agenzia o un’associazione che cerca un partner in Argentina o nella regione per un evento multilingue, scopri come funzionano le nostre partnership strategiche.

Domande frequenti

Avete domande? Abbiamo le risposte.

Quanti interpreti servono per un congresso con interpretazione simultanea?

Come regola generale, almeno due interpreti per lingua e per cabina, che si danno il cambio. Le norme professionali dell'AIIC ne chiedono tre in una cabina bidirezionale che fa anche da relais alle altre cabine, e più persone se la giornata è lunga. Un congresso in quattro lingue richiede almeno otto interpreti.

Quante cabine di interpretazione servono?

Una per ogni lingua di arrivo, cioè per ogni lingua verso cui si interpreta. L'eccezione è il congresso in due lingue, dove può bastare una sola cabina bidirezionale. Le cabine devono essere insonorizzate e avere la vista diretta sui relatori e sulla sala.

Quanto può lavorare al giorno una squadra di interpreti?

Le norme professionali dell'AIIC fissano come tetto due sessioni da due ore e mezza a tre ore ciascuna. All'interno di ogni sessione, gli interpreti della stessa cabina si alternano in turni di circa mezz'ora. Se il programma supera quel tetto, si aggiungono interpreti invece di allungare il lavoro della squadra.

La traduzione automatica può sostituire l'interpretazione simultanea?

Nelle sessioni in cui ogni parola conta, come una plenaria, una trattativa o un'assemblea che vota, l'interpretazione umana resta lo standard. Sottotitoli e traduzione automatici funzionano come complemento, per esempio sugli schermi o nelle sessioni parallele. Se si usano, vanno provati prima con i relatori e la terminologia reali.

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