1. Home
  2. / Blog
  3. / Checklist per organizzare un evento aziendale: tutte le voci in ordine

Blog

Checklist per organizzare un evento aziendale: tutte le voci in ordine

Di Ludmila Cott · Cofondatrice e Produttrice

Una checklist per un evento aziendale funziona solo se segue l’ordine reale delle decisioni: prima l’obiettivo e il pubblico, poi il budget, poi la sede, e solo alla fine la creatività. Le voci indispensabili sono undici, distribuite su quattro fasi: impostazione, contrattualizzazione, produzione ed esecuzione con chiusura. Saltarne l’ordine è il modo più rapido per pagare due volte la stessa cosa.

Fase 1: impostazione (dal giorno zero alla decisione di procedere)

Questa fase non produce nulla di visibile e determina tutto il resto. Se dura poco, si paga dopo.

  1. Obiettivo misurabile. Non fare un evento memorabile, ma un numero: quante persone devono partecipare, quanti incontri commerciali devono avvenire, quale messaggio deve essere ricordato. Senza un obiettivo scritto non c’è modo di dire se l’evento è andato bene.
  2. Pubblico e stima di partecipazione. Quante persone invitate, quale percentuale realistica di presenza, quale profilo. Su questo si dimensiona tutto: sale, ristorazione, staff, accrediti. La logica per costruire questa stima è spiegata in come definire il pubblico di un evento.
  3. Finestra di date. Tre alternative, non una. Una data sola vi mette in posizione debole con le sedi e vi espone alla concorrenza di altri eventi nel vostro settore.
  4. Budget con contingenza. Un tetto di spesa e una percentuale riservata all’imprevisto, tipicamente tra il cinque e il dieci per cento. Il dettaglio delle voci reali è in quanto costa un evento aziendale.

Fase 2: contrattualizzazione (da due a quattro mesi prima)

Qui si firmano gli impegni che non si possono più disfare senza penali.

  1. Sede. Verificate capienza autorizzata nella configurazione che vi serve, non la capienza teorica. Chiedete planimetria quotata, potenza elettrica disponibile, accessi carrabili, orari consentiti per montaggio e smontaggio, e cosa è incluso davvero nel canone.
  2. Permessi e assicurazioni. Autorizzazioni della sede o dell’ente pubblico, polizza di responsabilità civile, eventuali adempimenti su musica e diritti. È la voce che richiede più tempo di calendario e meno tempo di lavoro: va avviata subito proprio perché dipende da terzi.
  3. Fornitori principali. Service tecnico, allestimento, ristorazione, sistema di accrediti. Chiedete offerte sullo stesso capitolato, altrimenti confrontate mele con pere.

Cosa deve contenere il contratto con la sede

Fase 3: produzione (da otto a due settimane prima)

  1. Sistema di inviti e registrazione. Modulo di iscrizione, conferme automatiche, gestione delle modifiche, informativa sui dati raccolti. Se la partecipazione è a numero chiuso, servono anche liste d’attesa e regole di sostituzione.
  2. Piano di accrediti e controllo accessi. Quanti varchi, quanti operatori per varco, quale supporto (QR, badge, braccialetto), quali profili di accesso e cosa succede se manca la connettività. Un varco con un solo operatore e validazione a lettura ottica smaltisce indicativamente dalle otto alle quindici persone al minuto: da lì si ricava quanti varchi servono davvero.
  3. Tecnica e contenuti. Scaletta definitiva, materiali dei relatori raccolti almeno tre giorni prima, prove in sala il giorno precedente quando la sede lo consente, piano di registrazione o streaming.
  4. Staff per turni e piano di contingenza. Chi fa cosa, in quale fascia oraria, con quale sostituzione. E le risposte già decise per maltempo, blackout, ritardo di un relatore, affluenza superiore alle attese.

La tabella dei tempi minimi per tipo di evento

Tipo di eventoPersonePreavviso minimo realisticoVoce più critica
Riunione internafino a 1004 o 6 settimaneDisponibilità di sala e tecnica
Convention commerciale100 o 5003 o 4 mesiBlocco camere e trasferimenti
Lancio con stampa e ospiti150 o 6003 o 5 mesiSede non convenzionale e permessi
Congresso con più sale500 o 2.0006 o 9 mesiIscrizioni e flussi di accesso
Evento aperto al pubblicooltre 2.0009 o 12 mesiAutorizzazioni e sicurezza

I valori sono riferimenti di mercato. Il vincolo che salta per primo è quasi sempre il calendario della sede, non il vostro.

Fase 4: giorno dell’evento e chiusura

Il giorno stesso la checklist si riduce a poche cose che devono essere già vere: il documento operativo è in mano a tutti i ruoli, esiste una persona che decide senza chiedere permesso, e i varchi aprono con almeno trenta minuti di margine sul primo arrivo previsto.

Dopo, la parte che quasi nessuno completa:

Senza quest’ultimo passaggio l’edizione successiva riparte dalle stesse ipotesi non verificate. Il criterio per scegliere quali numeri guardare è in come misurare il successo di un evento.

Chi fa cosa: la matrice di responsabilità

Una checklist senza nomi accanto alle voci resta un elenco di buone intenzioni. Prima di entrare in fase di produzione, assegnate ogni riga a una persona e a un sostituto, e distinguete tre ruoli.

Una regola che fa risparmiare molte riunioni: ogni voce della checklist ha una data di chiusura, e quella data è sempre precedente al giorno in cui la voce diventa critica. Se il materiale dei relatori serve per le prove, la scadenza non è il giorno delle prove ma tre giorni prima.

I tre errori che questa checklist serve a prevenire

Scegliere la sede prima di conoscere i flussi. Uno spazio bellissimo con un solo ingresso diventa un problema quando quattrocento persone arrivano nello stesso quarto d’ora.

Trattare il controllo accessi come un dettaglio finale. È il primo contatto fisico tra la persona e il vostro evento, e l’unica fonte di dati affidabile su chi c’era davvero.

Non prevedere la contingenza. Non serve a coprire errori: serve a coprire ciò che si scopre solo quando si è sul posto.

Se volete una revisione esterna

Una checklist scritta bene regge da sola. Se però il progetto ha vincoli particolari, sedi difficili o un pubblico internazionale, una lettura esterna prima di firmare i contratti costa poco e intercetta molto. Mandateci il vostro piano dalla pagina contatti e vi diciamo dove sono i punti fragili.

Domande frequenti

Avete domande? Abbiamo le risposte.

Quali sono le voci indispensabili di una checklist per un evento aziendale?

Obiettivo misurabile, lista degli invitati con stima di partecipazione, budget con contingenza, sede con capienza autorizzata, permessi e assicurazioni, sistema di accrediti, service tecnico, ristorazione, staff per turni, piano di contingenza e report finale. Queste undici voci coprono la struttura di qualsiasi evento business, dal meeting da cinquanta persone alla convention da duemila.

Quanto tempo prima si deve iniziare a organizzare un evento aziendale?

Per un evento interno da meno di cento persone bastano quattro o sei settimane. Per una convention o un lancio con ospiti esterni servono da tre a cinque mesi. Con permessi pubblici, spazi non convenzionali o partecipanti che arrivano dall'estero conviene partire con sei mesi di anticipo, perché la disponibilità della sede è il vincolo che comanda su tutto il resto.

Chi deve approvare la checklist di un evento aziendale?

Il referente interno che risponde dell'obiettivo, di solito marketing, comunicazione o risorse umane, e il procurement per la parte contrattuale ed economica. Se l'evento coinvolge dati dei partecipanti serve anche una validazione di chi presidia la privacy in azienda. Un'approvazione formale prima dell'apertura degli inviti evita modifiche costose in corsa.

Cosa va fatto dopo la fine di un evento aziendale?

Il disallestimento con verbale di riconsegna della sede, la chiusura amministrativa dei fornitori, il confronto tra budget preventivo ed effettivo, l'estrazione dei dati di partecipazione dal sistema di accessi e un report che confronti i risultati con gli obiettivi fissati all'inizio. Va fatto entro due o tre settimane, quando le informazioni sono ancora recuperabili.

Avete un evento? Parliamone.

Raccontateci di cosa avete bisogno e prepariamo una proposta. Rispondiamo in fretta.