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Backstage di un evento: come organizzare l'area che il pubblico non vede

Di Ludmila Cott · Cofondatrice e Produttrice

Il backstage di un evento è l’insieme delle aree riservate che permettono alla parte visibile di funzionare: camerini, sala produzione, deposito, spogliatoi, catering interno, zona di carico e scarico. Si organizza partendo dalla planimetria e da un principio semplice: ogni categoria di persone deve poter arrivare dove le serve senza attraversare zone che non le competono. Se lo staff tecnico passa dal camerino degli ospiti per raggiungere il palco, il layout è sbagliato.

Le sei zone che compongono un backstage

Non tutte esistono in ogni evento, ma vanno considerate tutte e poi eliminate consapevolmente.

Area produzione. Il cuore operativo: tavoli, prese, stampante, planimetrie appese, radio in carica, un tabellone con il cronoprogramma. È il posto dove si prendono le decisioni e dove si sa sempre a che punto si è.

Camerini e aree ospiti. Spazi chiusi, con specchi, corrente, acqua, e la possibilità di lasciare oggetti personali in sicurezza. Vanno assegnati per iscritto prima, mai negoziati la mattina stessa.

Area tecnica e deposito. Casse, ricambi, utensili, attrezzature non in uso. Deve essere chiusa a chiave e vicina ai punti di intervento, non a cinquanta metri dal palco.

Spogliatoi e area riposo dello staff. Sedie, acqua, un posto dove appoggiare gli zaini. Non è un lusso: è ciò che consente di lavorare dodici ore mantenendo attenzione.

Cucina e catering interno. Separato dall’offerta al pubblico, con orari propri e stoccaggio adeguato.

Carico, scarico e mezzi. L’area più sottovalutata. Un camion che non riesce a manovrare blocca l’intero cronoprogramma di smontaggio.

Il principio dei percorsi separati

Un backstage si progetta disegnando sulla planimetria i tragitti di quattro popolazioni diverse, con colori diversi, e verificando dove si incrociano.

Ogni incrocio tra due percorsi è un punto da risolvere con un varco controllato o con una separazione oraria. Gli incroci che restano irrisolti diventano, il giorno dell’evento, il posto dove qualcuno chiede a un tecnico con una cassa in mano di spostarsi perché sta passando un ospite.

Livelli di accredito: chi entra dove

Un pass unico che apre tutto è una scorciatoia che si paga. La struttura minima funzionante prevede livelli distinti, con lettura elettronica a ogni varco.

LivelloChi lo portaAccede aNote operative
ProduzioneDirezione, coordinamentoTutte le areeNumero ristretto, elenco nominale
TecnicoAudio, luci, video, montaggioPalco, deposito, aree tecnicheNon accede ai camerini
StaffAccrediti, hostess, salaAree di servizio, front of houseTurni e postazioni assegnati
Artisti e ospitiTalent, relatori, accompagnatoriCamerini, percorso palco, ospitalitàAccompagnatori con quota fissata prima
FornitoriCatering, pulizie, allestitoriSolo la propria zona e nella propria fascia orariaAccredito a validità temporale
StampaFotografi, giornalistiAree stampa, posizioni riprese concordateAccesso al palco solo in finestre definite

La validazione digitale a ogni varco è ciò che rende questo schema reale invece che teorico: consente di sapere in ogni momento quante persone sono in ciascuna zona e di revocare un accredito in un istante se serve. Su come progettare questa parte abbiamo scritto una guida dedicata alla hospitality VIP negli eventi aziendali.

Comunicazioni: chi parla con chi

Nel backstage la comunicazione non è un dettaglio, è l’infrastruttura. Le regole che funzionano sono poche.

  1. Canali radio assegnati per funzione, non per simpatia: produzione, tecnica, sicurezza, sala, ospitalità.
  2. Un canale di emergenza sempre libero, su cui non si fanno conversazioni operative.
  3. Un linguaggio concordato: frasi brevi, nomi delle zone identici a quelli della planimetria e della segnaletica.
  4. Radio in numero sufficiente e batterie di ricambio in carica, contate la sera prima e non la mattina.
  5. Un gruppo di messaggistica solo per documenti e informazioni non urgenti, perché nessuno guarda il telefono mentre lavora.

Abbiamo approfondito il tema nella guida sulle comunicazioni operative negli eventi di grande scala.

Il cronoprogramma del backstage

Il pubblico vede una giornata, il backstage ne vive tre. Il documento che tiene insieme tutto è un cronoprogramma orario che contiene, per ogni riga, chi fa cosa, dove e con quale attrezzatura.

Le fasi da coprire sono sempre le stesse: arrivo mezzi e scarico, montaggio per fornitore in ordine di dipendenza, prove tecniche, briefing dello staff, apertura, gestione, chiusura, smontaggio, riconsegna dello spazio. Il briefing dello staff merita un’ora dedicata: dieci minuti di spiegazione a squadra riunita valgono più di dieci messaggi scritti la notte prima.

Sicurezza e obblighi che passano dal backstage

Diverse responsabilità formali si giocano proprio nelle aree riservate, e vanno risolte prima dell’apertura.

Il backstage all’aperto ha regole in più

Quando l’evento non ha muri, le aree riservate vanno costruite. Cambiano quattro cose rispetto a uno spazio chiuso.

La recinzione diventa il confine tra pubblico e operativo, e va progettata con varchi presidiati, non semplicemente chiusa. Le strutture temporanee che ospitano camerini e produzione richiedono zavorre, ancoraggi e una verifica dedicata al vento. L’energia non arriva da una presa: serve un dimensionamento dei gruppi elettrogeni con ridondanza sulle utenze critiche, a partire da produzione e sistema di accrediti. Il terreno decide il resto, perché una pioggia notturna può rendere impraticabile la via di accesso dei mezzi e obbligare a rifare il piano di scarico all’alba.

In questi formati conviene definire prima quali funzioni non possono fermarsi mai (comunicazioni, controllo accessi, presidio sanitario) e garantire a ciascuna un’alimentazione indipendente.

Gli errori che vediamo più spesso

Il backstage improvvisato ha sempre gli stessi sintomi: un camerino usato come deposito, radio scariche a metà giornata, staff che mangia in piedi vicino all’ingresso del pubblico, un unico varco per merci e persone. Nessuno di questi problemi compare nel preventivo, ma tutti si vedono nell’esperienza finale del pubblico, perché uno staff che non sa dove andare risponde male a chi chiede informazioni.

Come lo impostiamo noi

Trattiamo il backstage come un progetto a sé, con planimetria, livelli di accredito, cronoprogramma e responsabili nominati, e lo colleghiamo al sistema di controllo accessi in modo che ogni varco riservato sia validato e tracciato. La stessa struttura che gestisce l’accredito del pubblico gestisce quello dello staff e dei fornitori, con un unico elenco e un unico pannello di controllo.

Se state definendo il layout di uno spazio e volete capire se le aree riservate reggono il formato previsto, mandateci planimetria e programma dalla pagina contatti. Vi diciamo dove si incrociano i percorsi prima che lo scopriate il giorno stesso.

Domande frequenti

Avete domande? Abbiamo le risposte.

Che cos'è il backstage di un evento?

Il backstage è l'insieme delle aree riservate che permettono all'evento di funzionare e che il pubblico non vede: camerini, sala produzione, deposito attrezzature, spogliatoi dello staff, area catering interna, accesso mezzi e zona di carico. Non è solo lo spazio dietro al palco: è tutta la parte operativa dell'impianto.

Quanto spazio serve per il backstage?

Come riferimento pratico si riserva tra il 10% e il 20% della superficie utile dell'evento alle aree operative, percentuale che sale nei formati con artisti, ospiti o produzione televisiva. Se il backstage viene compresso sotto questa soglia, le attrezzature finiscono nei corridoi e i corridoi sono percorsi di esodo.

Come si gestiscono gli accessi al backstage?

Con livelli di accredito differenziati, non con un unico pass generico. Ogni categoria (staff, tecnici, artisti, fornitori, ospiti, stampa) riceve un accredito che apre solo le zone di sua competenza, controllato a ogni varco con lettura elettronica e non a colpo d'occhio. Il colore del badge aiuta il controllo visivo, ma la validazione deve restare digitale.

Chi comanda nel backstage durante l'evento?

Il coordinamento operativo fa capo a una sola persona, di solito il direttore o la direttrice di produzione, che ha l'ultima parola sulle decisioni in tempo reale. Le altre figure (tecnici, sicurezza, ospitalità, catering) rispondono a lei per quanto riguarda tempi e priorità. Un backstage con due catene di comando parallele produce ordini contraddittori e ritardi.

Serve un catering separato per lo staff?

Sì, e va pianificato con orari diversi da quelli del pubblico. Lo staff mangia prima dell'apertura o durante le finestre di calma, in un'area riservata, con turni scritti per non lasciare postazioni scoperte. Prevedere solo acqua e panini per una giornata di dodici ore è il modo più rapido per perdere efficienza nelle ultime ore.

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