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Assistenza sanitaria negli eventi: come dimensionare il piano medico

Di Franco Ridao · Cofondatore e Direttore Operativo

Il piano sanitario di un evento si dimensiona su tre fattori: quante persone ci sono, quanto è rischioso il contesto e quanto ci mette il soccorso pubblico ad arrivare. Da questi si ricavano il numero di postazioni, le figure professionali e i mezzi. Il piano non è un documento da allegare per ottenere un’autorizzazione: è la procedura che dice chi fa cosa nei primi tre minuti di un’emergenza, e va provata prima dell’apertura dei varchi.

Perché il numero di partecipanti da solo non basta

Due eventi con lo stesso pubblico possono avere esigenze sanitarie molto diverse. Un convegno seduto in un auditorium climatizzato produce quasi solo malori isolati. Un festival all’aperto in luglio, con pubblico in piedi, alcol e otto ore di durata, produce disidratazione, traumi da caduta, ipoglicemie e crisi da calore, con picchi concentrati in momenti precisi del programma.

I fattori che aumentano il fabbisogno sono ricorrenti e prevedibili:

Uno schema di dimensionamento

Le regole precise variano da paese a paese e da comune a comune, e vanno sempre validate con l’autorità competente. Lo schema seguente serve come riferimento per impostare la conversazione con il fornitore sanitario, non come norma.

Profilo eventoPartecipantiPresidio indicativoNote operative
Convegno al chiuso, pubblico sedutofino a 5001 postazione di primo soccorso con 2 operatoriDefibrillatore e percorso barelle verificato
Evento aziendale con catering serale500 a 2.0001 postazione più 1 mezzo di soccorsoAttenzione alle ultime due ore
Evento all’aperto, pubblico in piedi2.000 a 10.0002 postazioni, 1 o 2 mezzi, coordinatore sanitarioPunti acqua e ombra come prevenzione
Grande evento, più palchioltre 10.000Punto medico avanzato, più postazioni, squadre a piediCanale radio dedicato obbligatorio

La colonna che viene dimenticata più spesso è l’ultima. Le squadre a piedi, cioè operatori che si muovono dentro il pubblico con uno zaino, intervengono in un tempo che nessun mezzo può raggiungere in mezzo alla folla. In area affollata, l’intervento a piedi è quasi sempre più rapido.

La posizione dei presidi conta quanto il numero

Un punto medico perfettamente attrezzato ma posizionato male è un punto medico che serve a metà. I criteri di posizionamento:

  1. Raggiungibilità dall’esterno. Un mezzo deve poter arrivare e ripartire senza attraversare l’area del pubblico.
  2. Visibilità e segnaletica. Il presidio va segnalato con lo stesso rilievo dei servizi igienici, e indicato sulla mappa consegnata agli ospiti.
  3. Vicinanza ai punti di rischio. Davanti al palco, vicino alle aree di somministrazione e in prossimità delle uscite.
  4. Riservatezza. Uno spazio chiuso dove una persona possa essere assistita senza essere osservata è parte della dignità del servizio, non un lusso.
  5. Alimentazione elettrica stabile. Gli apparecchi devono restare alimentati anche se un generatore si ferma, il che significa una linea protetta e un gruppo di continuità.

Su quest’ultimo punto vale la pena ricordare che il presidio sanitario è, insieme al controllo accessi, il servizio che non può restare senza corrente nemmeno per pochi secondi.

I corridoi di emergenza esistono solo se restano liberi

Ogni piano sanitario disegna percorsi riservati ai soccorsi. Il problema non è disegnarli: è mantenerli liberi durante l’evento, quando un furgone del catering parcheggia dove non dovrebbe o una transenna viene spostata per far passare più gente.

La soluzione è procedurale, non grafica. Serve un responsabile che percorre fisicamente i corridoi a intervalli regolari e ha l’autorità di far rimuovere qualsiasi ostacolo, senza dover chiedere il permesso a nessuno. Nei grandi eventi questo controllo si fa a ogni cambio turno, ed è lo stesso tipo di verifica che regge un piano di contingenza operativa.

Comunicazione: chi chiama chi, e su quale canale

Nella maggior parte degli eventi che vanno male dal punto di vista sanitario, il ritardo non è del soccorso: è dell’allertamento. Qualcuno vede una persona a terra, chiama un collega, il collega cerca il coordinatore, il coordinatore chiama il medico.

Un protocollo corretto elimina i passaggi intermedi:

Il collegamento con i dati di accesso aiuta anche qui: sapere quante persone ci sono in ogni settore in tempo reale permette di anticipare dove serviranno più risorse, secondo la stessa logica descritta in come gestire il controllo accessi di un evento da 50.000 persone.

Prevenzione: gli interventi che non servono mai

Una parte consistente degli interventi sanitari in un evento all’aperto non è imprevedibile: è la conseguenza di scelte fatte in fase di progetto. Ridurre quel numero costa meno che aumentare il presidio.

Le misure che incidono di più sono banali. Acqua gratuita e accessibile in più punti riduce i casi di disidratazione e di malore da calore, e va prevista anche quando c’è un servizio di somministrazione a pagamento. Le zone d’ombra o riparate, con qualche seduta, danno a chi si sente male la possibilità di fermarsi prima di crollare. Una pavimentazione senza dislivelli non segnalati e senza cavi scoperti elimina buona parte dei traumi da caduta. Le uscite ben distribuite evitano l’accumulo di pressione nel pubblico nei momenti di deflusso.

Sono voci che compaiono nella progettazione dell’area, non nel contratto sanitario, e per questo sfuggono al controllo di chi si occupa solo del presidio. È la ragione per cui il coordinatore sanitario andrebbe coinvolto quando la planimetria è ancora modificabile.

Chi può fermare l’evento

È la clausola più importante del piano e quella più spesso assente. Deve esistere una persona, identificata per nome, che ha l’autorità di interrompere lo spettacolo se la situazione sanitaria lo richiede, e un criterio scritto che dice quando lo fa.

Senza quella clausola, in una situazione critica si perdono minuti a decidere chi decide. Con quella clausola, l’interruzione diventa un’azione prevista, con un annuncio già scritto e una procedura di deflusso già nota agli operatori.

Come lo affrontiamo noi

Trattiamo il piano sanitario come parte della progettazione operativa, non come un allegato amministrativo: posizioni, canali radio, corridoi e criteri di interruzione si definiscono insieme alla planimetria, quando ancora si può spostare qualcosa. Se state impostando un evento e volete rivedere il dimensionamento del presidio prima di chiudere gli accordi con i fornitori, scriveteci indicando data, sede, capienza e durata.

Domande frequenti

Avete domande? Abbiamo le risposte.

Come si dimensiona l'assistenza sanitaria di un evento?

Il dimensionamento parte da tre variabili: numero di partecipanti, profilo di rischio dell'evento e tempo di accesso ai servizi di emergenza esterni. Un evento seduto al chiuso con 500 persone richiede un presidio minimo, mentre un evento all'aperto con 20.000 persone, alcol e alte temperature richiede più postazioni, ambulanze e un punto medico avanzato. Il calcolo va sempre condiviso con l'autorità sanitaria locale.

Quando serve un'ambulanza a un evento?

L'ambulanza diventa necessaria quando il numero di partecipanti, il tipo di attività o la distanza dal pronto soccorso più vicino rendono insufficiente il primo soccorso a piedi. Nella pratica, molti eventi di media dimensione prevedono almeno un mezzo con equipaggio. La regola operativa è che un mezzo impegnato in un trasporto non è più disponibile sul posto, quindi va previsto il rimpiazzo.

Chi è responsabile della salute dei partecipanti durante un evento?

L'organizzatore ha l'obbligo di predisporre un servizio adeguato e di garantire che i soccorsi possano raggiungere ogni punto dell'area. La responsabilità clinica resta del personale sanitario, che deve essere qualificato e coperto da assicurazione. Questa divisione va messa per iscritto nel contratto con il fornitore del servizio.

Cosa contiene un piano sanitario di evento?

Contiene la mappa dei presidi, il numero e la qualifica del personale, i mezzi disponibili, i percorsi di accesso e di evacuazione riservati ai soccorsi, le procedure di allertamento, i canali radio dedicati e il protocollo di interruzione dello spettacolo. Deve indicare anche chi ha l'autorità di fermare l'evento e con quale criterio.

Quanto incide il servizio sanitario sul budget di un evento?

È una voce contenuta in percentuale sul totale, in genere una frazione ridotta del budget complessivo, ma cresce rapidamente con la durata e con il numero di mezzi richiesti. Il costo si calcola per turno e per figura professionale, con maggiorazioni per orario notturno e festivo. Va inserito nel budget fin dalla prima bozza, perché non è comprimibile.

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